5 leggende urbane sul lean process improvement

Esistono alcune leggende urbane dure a morire riguardo ai miglioramenti possibli tramite il Lean Process Improvement. Un recente articolo dell’Austin Business Journal ne elenca 5 che mi sembrano significativi, anche perché sono i più diffusi.

Leggenda urbana n° 1
Lean = licenziamenti

Le persone sono la risorsa più importante di ogni organizzazione. Senza le persone non esiste possibilità di sviluppo.
Il Lean Process Improvement ha come obiettivo, in primo luogo, il miglioramento delle persone: aiutare a sviluppare le capacità di problem solving in modo che questo alimenti il miglioramento continuo. Solo così si innesca il ciclo virtuoso che permette di rendere sostenibile il processo.
Se il miglioramento porta al licenziamento, il ciclo virtuoso si spezza subito, e non si avrà altro miglioramento.
Ogni persona, invece, diventa preziosa, capace di una maggiore flessibilità e di aumentare la reattività e la capacità dell’organizzazione.
I miglioramenti raggiunti permettono di aumentare la produttività a parità di personale (e quindi di acquisire, per esempio, più ordini di quanto possibile prima).

Leggenda urbana n° 2
Lean funziona solo per la produzione

I principi lean sono stati applicati in un grande numero di aziende di tutti i settori, sia in produzione, sia negli uffici (Lean Office). Addirittura, sono stati applicati nel settore medico per aumentare il livello di servizio (e ridurre la mortalità).
Questa capacità di “adattamento” è dovuta al fatto che, così come i prodoti, anche i servizi passano attraverso una serie di passaggi e quindi è possibile rendere veloce il flusso, aumentando il livello di servizio verso il cliente.

Leggenda urbana n°3
Lean è costoso da implementare e mantenere

L’applicazione dei principi lean non richiede grandi investimenti (né in formazione né in attrezzature). Le soluzioni da implementare in genere sono semplici e poco costose.
La capacità produttiva supplementare permette all’azienda di sostenere la crescita delle vendite senza aumento di organico o investimento in impianti.

Leggenda urbana n° 4
Lean aggiunge lo stress per i lavoratori

Qualunque cambiamento è stressante, e quando la direzione impone un nuovo modo di fare le cose i lavoratori in genere sono scettici e preoccupati.

Ma una delle premesse fondamentali della Lean è che i lavoratori conoscono il modo migliore di svolgere il proprio lavoro. E quindi in un sistema lean i dipendenti hanno un ruolo attivo nel processo decisionale. Il cambiamento nasce dalle loro richieste e proposte, opportunamente supportate e “instradate” dai manager.
E non sono solo chiamati a prendere decisioni una volta riservate al management, ma vengono anche coinvolti nella definizione degli obiettivi e nella misurazione dei risultati. Si tratta di un sistema trasparente in tutti i sensi, e questa trasparenza mitiga (anziché favorire) lo stress, proprio perché si basa su principi condivisi.

Leggenda urbana n° 5:
Lean è solo l’ultima moda

Lean non è una moda passeggera. La Toyota (e altri come lei) ha costruito una buona parte (se non tutto) il proprio vantaggio sui concorrenti proprio su questi principi. E ormai, dopo essere stata adottata con successo in tutti i settori industriali (compresi quelli della produzione su commessa, tipica del panorama italiano), si è rivelata di successo anche nel settore dei servizi e perfino negli uffici (Lean Office). E anche lo sbarco nel mondo sanitario è oramai assodato, con successi tangibili sia in termini di costi sia (molto più importanti) in termini di “care”.
Anziché essere l’ultima moda, ogni miglioramento sostiene il processo di implementazione, ed è di esempio affinché altri capiscano l’importanza dei principi lean, e inizino ad applicarli nel proprio ambito lavorativo.
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