Outosurcing della ricerca e sviluppo? No, GSK la taglia!

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3 Risposte

  1. Dragan Bosnjak ha detto:

    Ciao Massimiliano!
    Tu mi segui già da un pò sul twitter e leggi il mio blog e probabilmente sai quale è la mia idea su outsourcing e le politiche delle multinazionali a breve termine…
    Per loro è semplice dire: OK, oggi chiudiamo qui perché non c’è più profitto. Ogni politica aziendale guidata dal solo profitto e soldi e senza pensare al vero valore offerto ai loro clienti alla fine finisce in questa rete…
    Anziché pensare a come fare solo ricerca pura, non potevano sfruttare questa tanta ricerca per tirare fuori prodotti che potevano essere utili alle persone?
    La ricerca pura, senza mai tirar fuori prodotti utili, è lo spreco allo stato puro dal punto di vista di lean thinking, sia di soldi, che di tempo, che di risorse.
    Come già sottolineato in miei vari articoli, non riesco a capire la logica di questo ragionamento…

    Scusami per lo sfogo…

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  2. Guarda, siamo sintonizzati sull stessa lunghezza d’onda!
    Purtroppo ho vissuto in prima persona vari progetti di costruzione reduction nel settore pharma. La prima cosa che ti chiedono è ridurre la manodopera. Il resto sembra avere poco senso. E quando dimostri che quel famigerato costo del lavoro incide in maniera infinitesimale sui costi totali non cambia molto. Il ragionamento è meno teste = meno costi. Poi non ci si deve stupire se i risultati non arrivano! E ti assicuro che di “grasso” ce n’è un bel po’: tutte le value stream dei processi documentali hanno margini di miglioramento colossali.
    Se poi passiamo a R&D il discorso non cambia. Invece di chiudere bisognava massimizzare il valore aggiunto e ridurre gli sprechi. E invece nella perfetta ottica della multinazionale si chiude, tanto va tutto a profit & loss. La ricerca si farà da un’altra parte (con nuovi costi ancora più alti degli attuali) o non si farà del tutto (e sarà la rovina dell’azienda sul lungo periodo). Guarda cosa ha fatto anche la Motorola, non è molto diverso. Ma guarda anche agli esempi positivi: la Apple nonostante le enormi pressioni degli investitori non distribuisce dividendi e invece ogni anno investe di più in ricerca. E i risultati si vedono, eccome!

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  3. Dragan Bosnjak ha detto:

    La ricerca, nella mia opinione, deve seguire la visione dell’organizzazione. Se la visione è miope e pensa solo ai soldi e non al cliente, l’organizzazione va inevitabilmente verso il fallimento, pur grande che sia (anzì, quelle più grandi fanno un tonfo maggiore…).
    L’esempio della Apple è di una ricerca destinata a un prodotto utilissimo al cliente e che il cliente vuole (anzì, lo desidera!).
    Motorola invece è andata un pò troppo sulla strada di applicazione del puro concetto Six Sigma, dove vengono ottimizzate parti del flusso di valore per arrivare al livello di sei sigma, con miglioramento puntuale della profittabilità, ma il loro problema è stato (e adesso stanno cercando di risolverlo e di risollevarsi) di non collegare l’intero flusso di valore in un unico processo sul quale fare miglioramento. E’ un errore tipico dell’approccio sei sigma – spesso perdi la bussola del processo complessivo a scapito del miglioramento puntuale (che può anche danneggiare un altra parte adiacente nel processo complessivo)…

    PS. ti consiglio di aggiungere il plugin Subscribe To Comments così quando aggiorni un commento mi arriva un avviso via email per tornare a leggerlo…

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