Mi vendo!

Si parla tanto degli arricchimenti superveloci creati dal mondo internet. Ci sono le leggende (vere, peraltro) di Yahoo, Google, Napster, ecc. ecc.
Dopo l’esplosione della bolla speculativa, quando molte società sono fallite, per un po’ chiunque lavorasse su internet era visto come un untore, praticamente senza futuro.

Ora tutto è tornato all’interno di solidi binari: oltre che a possibili e fantascientifici sviluppi si guarda ai guadagni (che devono essere il più reali possibile). Il sogno di chiunque è diventato quello di venire comprati da Google, macchina da soldi per eccellenza.

Navigando ho trovato questo post che narra esattamente una storia di questo tipo, ma che ne trae conclusioni tutt’altro che ovvie:

How a six-month-old startup got bought by Google

Three months ago, I met the two startup founders of Zenter, Wayne Crosby and Robby Walker, and blogged about how they wanted their online version of PowerPoint to get bought by Google. I listen to a lot of young entrepreneurs who desperately want to get bought by big companies like Google (GOOG), Microsoft or eBay, but Crosby and Walker actually made it a reality. On Tuesday, Zenter, an interactive presentation software, was acquired by Google for an undisclosed sum as mentioned in my colleague Erick Schonfeld’s blog.

La storia (vera) sembra tratta da un film di Hollywood: lui che lascia la moglie incinta a Phoenix e va a Mountain View su una vecchia Honda, vive in un appartamento piccolissimo, dorme su un materassino e lavora giorno e notte, insieme ad un amico, sul codice della sua applicazione Zenter. Poi Zenter va online, e Google, alla ricerca di un possibile clone di Powerpoint, si compra la startup!

In tutto sono sei mesi di lavoro, diranno alcuni. Un bel c..o, no? E invece si possono trarre molti insegnamenti, alla stregua della morale che c’è in ogni favola:

  • Non pensare sempre a come essere acquistato, perché faresti l’errore di chi cerca disperatamente di sposarsi: 9 su 10 va a finire che la moglie se la deve trovare solo su Second Life!
  • Concentrati sull’utente finale (questo è uno dei concetti su cui si basa, per esempio, la lean production) piuttosto che sui tuoi concorrenti: "Cosa vuole realmente il tuo cliente?". Soddisfatta questa richiesta avrai fatto sicuramente un buon prodotto.
  • Ignora i limiti, perché questo ti permette di vedere i problemi da un differente punto di vista (hai mai fatto del brainstorming???).
  • Non avere paura dei concorrenti, per quanto grandi siano: tu hai l’idea e la puoi portare avanti così velocemente che nemmeno se ne renderanno conto!
  • Concentrati sui dettagli: la facilità d’uso è figlia della cura maniacale per tutte quelle piccole cose che ti facilitano la vita.

L’ultima notazione è che bisogna avere anche una moglie che capisca (sopporti) realmente quello che stai facendo e che sia moooooooolto paziente! 😉

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