I treni di una volta

C’è una pubblicita’ che parla delle cose di una volta. Le cabine telefoniche, perfino le bollette. Danno una impressione di “bello”, confortante (anche se poi telefonare dalle cabine non era molto bello, freezer d’inverno e forno a microonde d’estate).
Adesso sono su un treno “old fashion”, un bell’Intercity Plus. Effettivamente il tempo si e’ fermato a molti anni fa. I sedili sono gli stessi (solo che nel frattempo si sono sedute migliaia e migliaia di persone). E vogliamo parlare dei bagni: anche li’ si sono sedute molte persone, ma sembra che le Ferrovie dello Stato non si siano dannate l’anima per “ripristinarli”.
La partenza ovviamente avviene con ritardo “causa ritardato piazzamento del treno”).
Parliamo del riscaldamento? Non funziona. Il mio posto, prenotato, sta circa sui 7-8 gradi. Certo, basta tenere giaccone berretto e guanti, no?
Insomma, mentre mi guardo intorno capisco le proteste dei viaggiatori. Chi e’ abituato a vedere solo Eurostar non può comprendere, al massimo avra’ qualche ritardo. E se giá gli Intercity sono così figuriamoci quei poveretti che prendono il treno tutti i giorni per andare al lavoro. Quelli altro che Intercity!
Rimango quindi della mia idea, maturata in tanti viaggi fatti tanti anni fa: evitiamo il treno in Italia, se possibile. Quando vogliamo farci un tuffo nel passato tiriamo fuori un nell’album di foto!

Ovviamente non poteva mancare il marchio di fabbrica delle FS, ovvero il ritardo: 45 minuti, cioè circa il 50% in piu’ rispetto al tempo dichiarato.

P.S. mentre scrivevo il ritardo e’ salito a un’ora e dieci. E poi si lamentano perché vogliono alzare i prezzi

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